Vibo Valentia, 23 luglio 2010 – Otto condanne e un’assoluzione. Questo è il verdetto del Tribunale, dopo oltre quattro ore di Camera di consiglio, nei confronti delle nove persone coinvolte nella morte di Federica Monteleone.
Ad assistere alla sentenza c’erano la i genitori e il fratello della giovane morta per un gravissimo caso di malasanità. Le condanne vanno dagli uno ai due anni e più di reclusione. A finire dietro le sbarre non solo dirigenti dell’Asp e medici ma anche chi effettuò i lavori all’impiantistica nella sala operatoria dove avvenne il black out. Tutte le persone condannate e l’Asp in qualità di responsabile civile, dovranno versare come provvisionale 800 mila euro alle parti civili. Commovente il lungo abbraccio, dopo la sentenza, tra i genitori di Federica. “Finalmente giustizia è stata fatta” – afferma la mamma di Federica che non riesce a trattenere le lacrime. È impensabile che si possa morire per una banale operazione di appendicectomia. Finalmente i responsabili la stanno pagando. La vicenda di Federica Monteleone non è ancora chiusa perché è pendente un altro procedimento nei confronti dei chirurghi Benito Gradia e Giovan Battista Di Iorgi, nonché del tecnico di anestesia Mario Silvestri. Tutti indagati di omicidio colposo. Un fascicolo che è ancora al vaglio del sostituto procuratore Fabrizio Garofalo. I genitori, siamo sicuri non smetteranno di lottare affinché tutti i responsabili della morte della loro figlia vengano assicurati alla giustizia. Federica aveva solo 16 anni quel 19 gennaio 2007. Era una giovane piena di vita e di sogni come chiunque alla sua età. (Chantal Concetta Castiglione)






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