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Sanità... a ostacoli, da tre mesi aspetta un ventilatore polmonare portatile PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco   
Mercoledì 03 Febbraio 2010 21:50

 

Sanità... a ostacoli, da tre mesi aspetta un ventilatore polmonare portatile

«La richiesta presentata al competente Ufficio dell'Asp il 28 ottobre scorso: da allora solo rimpalli»

 La richiesta per avere un ventilatore polmonare portatile l'ha presentata all'Ufficio protesico dell'Asp il 28 ottobre scorso. Da allora Francesco Contartese, consigliere circoscrizionale, affetto da distrofia muscolare di Duchenne, con grave ipoventilazione polmonare, l'apparecchiatura la sta ancora aspettando.

Ieri mattina Francesco assieme alla mamma, Tina Contartese, ha voluto denunciare quanto sta accadendo, ritenendo conclusi i tempi dell'attesa, spropositata per chi nell'arco delle 24 ore è costretto a trascorrerne 14 attaccato al ventilatore. Secondo quanto evidenziato dal consigliere della IV Circoscrizione e dalla madre la richiesta per ottenere il ventilatore è stata presentata al competente ufficio tre mesi fa. Al loro rientro da Bologna – dove Francesco ormai da anni è in cura all'ospedale Nigrisoli, presidio privato ma accreditato al Servizio sanitario nazionale – la richiesta è stata immediata anche perché il giovane si è trovato benissimo con il ventilatore (tipo Elisee) utilizzato a Bologna con miglioramenti rilevanti nella saturazione. «Ma il responsabile dell'Ufficio protesico – rileva la signora Contartese – ha subito sollevato un problema e cioè che la prescrizione era stata fatta da una struttura privata. Il Nigrisoli è sì privato – aggiunge la donna – ma è accreditato con il Ssn l'ho fatto presente ma non c'è stato niente da fare. Mi è stato risposto che la prescrizione doveva farla una struttura pubblica».
Al di là di tutto, comunque, questo ostacolo è stato superato. Infatti, la mamma di Francesco si è rivolta al direttore del distretto sanitario il quale, sentitosi con il responsabile del servizio protesico, ha predisposto una visita domiciliare di uno pneumologo, il quale vista la grave ipoventilazione polmonare del consigliere di Vibo Marina, ha prescritto l'uso del ventilatore. «Pensavamo che la questione fosse risolta così, invece no – osserva ancora la signora Contartese – perché una volta ritornata all'Ufficio protesico mi viene detto che non era possibile rilasciare l'autorizzazione in quanto nella prescrizione il medico non aveva annotato il tipo di ventilatore, cioè il modello. Noi lo avevamo fatto presente durante la visita domiciliare, ma il sanitario che è venuto ci ha detto che andava bene così. Non le nascondo che quel giorno fra me e il medico responsabile del servizio sono volate parole pesanti. Non è mia abitudine aggredire le persone, però quel giorno non ce l'ho fatta più». Fatto sta che la signora ritorna dal direttore del dipartimento dal quale riceve rassicurazioni. L'altro ieri, però, l'ennesima doccia fredda: «Sono andata a verificare all'Ufficio economato dell'Asp se c'era una richiesta e ne ho trovate ben due per il ventilatore portatile, solo che né sull'una né sull'altra vi era annotato il modello. Un particolare non di poco conto considerato che mio figlio ha trovato giovamenti di un certo rilievo utilizzando l'Elisee, cioè quello che gli è stato prescritto a Bologna, mentre altre apparecchiature gli hanno provocato malesseri compreso quello che ha e che non è portatile».
Questi i fatti, «un vergognoso rimpallo» per la donna e una «vergogna» per Francesco già alle prese con gravi problemi: «Non è che il ventilatore polmonare mi serve per giocarci o per vezzo – dice –. Purtroppo non posso farne a meno e non vedo perché mi si nega il diritto di averlo quando trovo un modello con il quale la mia saturazione va meglio, con il quale posso muovermi e non rimanere relegato in casa, considerato che ha più ore di autonomia. Sono già bloccato su una sedia a rotelle, ora cosa devo fare? Tapparmi la bocca e restare in casa? Per ora non ne ho l'intenzione».(m.c.) Gazzetta del sud 3 febbraio 2010

Commenti
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Francesco Contartese   |Author |2010-02-11 22:34:50
Oggi la svolta per arrivare alla conclusione della richiesta fatta il 28 ottobre
2009. Ho ricevuto le scuse da parte del Dott. Luigi Rubens Curia Direttore
Generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Febbraio 2010 19:00